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	<title> &#187; umberto castiglione minischetti</title>
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		<title>Il corpo e la musica</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 12:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>umberto castiglione minischetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Pensieri poetici di Oriana Zerilli «La musica è forte, è ritmata, è calda e avvolgente. Mi lascio prendere ed entro nel vortice; il mio corpo si scatena, la mia anima, il mio essere insieme. Il corpo sente il gusto e rimanda sensazioni forti, belle e incontenibili. Ora c&#8217;è un totale [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita/?p=1673">Il corpo e la musica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita"></a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pensieri poetici di Oriana Zerilli</strong></p>
<div class="divider">&nbsp;</div>
<p>«La musica è forte,</p>
<p>è ritmata, è calda e avvolgente.</p>
<p>Mi lascio prendere ed entro nel vortice;</p>
<p>il mio corpo si scatena, la mia anima, il mio essere insieme.</p>
<p>Il corpo sente il gusto e rimanda sensazioni forti, belle e incontenibili.</p>
<p>Ora c&#8217;è un totale piacere, non si distingue più se arriva dal mio essere o dal mio corpo;</p>
<p>è tutt&#8217;uno, è meraviglioso.</p>
<p>Poi la musica rallenta&#8230; è piacevole rallentare con lei&#8230;</p>
<p>La musica si fa dolce, fluida e poi lenta e intensa.</p>
<p>Il mio movimento rallenta, rallenta, rallenta&#8230;</p>
<p>e il mio respiro è più lento ma non meno profondo:</p>
<p>è lento, lungo e profondo.</p>
<p>I miei movimenti lenti, sempre più lenti fluttuano nello spazio e&#8230;</p>
<p>un&#8217;immagine sopravviene nei miei occhi chiusi</p>
<p>e assaporo questo momento, questa intimità:</p>
<p>una luce bianca intensa, che mi avvolge e mi porta in alto, sempre più verso l&#8217;alto&#8230;</p>
<p>Molte volte con la fantasia avevo viaggiato in altri mondi</p>
<p>per incontrare momenti e sensazioni magiche,</p>
<p>ricche di bellezza e di sentire, quelle sensazioni</p>
<p>quasi da mondo delle fiabe&#8230;</p>
<p>ma questa immagine mi vuol portare e dire altre cose.</p>
<p>Vivo questa sensazione di trasporto con questa luce bianca;</p>
<p>insieme sento una voce,</p>
<p>quasi un sussurro penetrante e nutriente che dice quasi sillanbando:</p>
<p>&#8220;Ascolta, ascolta&#8230; prova a sentire&#8230;&#8221;</p>
<p>Continuo a muovermi molto lentamente fluttuando e ascoltando&#8230;</p>
<p>In un attimo mi rendo conto con grande MERAVIGLIA&#8230;</p>
<p>che sono stata trasportata DENTRO a QUESTO mondo</p>
<p>e che questa dimensione d&#8217;incontro non l&#8217;avevo ancora vissuta.</p>
<p>Attraverso il movimento mi sembra di poter sentire e toccare</p>
<p>emozioni e sensazioni mie e del mondo.</p>
<p>Sento l&#8217;incontro, il contatto;</p>
<p>percepisco luci e colori, penetrazioni, suoni.</p>
<p>E&#8217; bellissimo; sento l&#8217;aria, gioco con lei,</p>
<p>comunico e quasi potrei capire cosa mi dice.</p>
<p>Continuo a muovermi lentamente; sento, percepisco, penetro persone, oggetti, TUTTO.</p>
<p>E&#8217; un sentire che mi fa cogliere, entrare nella vita ed essere ME</p>
<p>ed essere tutte le cose.</p>
<p>MI FERMO&#8230;.</p>
<p>ascolto, seguo per un pò il respiro che a volte si ferma per la grande emozione,</p>
<p>lo accompagno e accompagno me stessa.</p>
<p>Sgorga dal mio cuore un&#8217;immensa gratitudine alla luce e&#8230;</p>
<p>rimango ad ascoltare&#8230;.</p>
<p>Arriva il momento in cui potrò vivere nel RISVEGLIO</p>
<p>e potrò vivere</p>
<p>ed essere nella pianezza del contatto e della vita</p>
<p>in ogni momento»</p>
<div class="divider">&nbsp;</div>
<p>Oriana Zerilli
<div class="divider">&nbsp;</div>
<p>Immagine: Claude Monet, «Impressione levar del sole», 1872, olio su tela, Parigi, Musée-Marmottan</p>
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		<title>La Musica. Generatrice di sentimenti e di movimenti corporei</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 23:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>umberto castiglione minischetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[musicoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Attraverso la musicoterapia, la persona, nel suo insieme mente-corpo, torna ad essere luogo dell’immaginario ed espressione della propria creatività. È un percorso esperienziale di conoscenza di se stessi attraverso il contatto con il “proprio corpo”; l’obiettivo è quello di scoprire attraverso la musica un nuovo modo di “stare”, “dare forma” alle proprie emozioni nonché “sentirsi” [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita/?p=1458">La Musica. Generatrice di sentimenti e di movimenti corporei</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita"></a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-1464 alignleft" alt="Respirare-per-combattere-lo-stress_o_su_horizontal_fixed" src="http://www.ceimars.it/ita/wp-content/uploads/2014/03/Respirare-per-combattere-lo-stress_o_su_horizontal_fixed-300x225.jpg" width="300" height="225" />Attraverso la <strong>musicoterapia</strong>, la persona, nel suo insieme mente-corpo, torna ad essere luogo dell’immaginario ed espressione della propria creatività. È un <strong>percorso esperienziale di conoscenza</strong> di se stessi attraverso il contatto con il “proprio corpo”; l’obiettivo è quello di <strong>scoprire attraverso la musica un nuovo modo</strong> di “stare”, “dare forma” alle proprie emozioni nonché “sentirsi” per il “piacere di esserci”, conoscersi attraverso il vissuto sonoro del singolo e del gruppo, aprirsi agli altri e percorrere insieme un nuovo cammino per vedere se stessi e gli altri sotto una nuova luce, capire la differenza tra <i>Kronos</i> e <i>Kairos</i>, tempo interiore e tempo esteriore, prendere coscienza del proprio sé uguale e diverso da quello degli altri, risvegliare una nuova coscienza del sé, vedere analogie e differenze tra interno ed esterno a livello fisico e sonoro, armonizzandosi con l’ambiente che comprende il gruppo, conoscere e seguire gli strumenti propri dell’uomo, primo fra tutti il <b>respiro</b> energia dinamica, <b>armonizzando suono – voce – sensi</b>, esprimere se stessi attraverso i canali visivo, uditivo e cinestesico, l&#8217;espressione, il confronto con l&#8217;altro, la trasformazione, muovendosi in uno spazio conosciuto, usare  la creatività, le proprie risorse interiori per trasformare se stessi e gli altri e percepire nuovamente ciò che ci circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>musica</strong>, adeguatamente studiata  sotto forma di “improvvisazioni musicali”, ci apre il vasto mondo di sogni e dell’immaginazione. Nello stesso tempo è in grado di promuovere l’espansione e l’esplorazione in ciascuno di noi delle <strong>potenzialità spaziali e dinamiche del corpo</strong>; in questo senso, ampie si rivelano, le possibilità educative e riabilitative. Le “improvvisazioni musicali” si comportano come &#8220;rivelatori&#8221;: inducono in noi un&#8217;immagine, una forma, uno stato d’animo, un movimento, una certa intensità fantastica e motoria. La musica, predisposta per queste finalità educative e riabilitative, quasi si materializza, acquistando spessore, tensione, leggerezza. Le stimolazioni diventano come “<i>parole”</i>, si animano, ci parlano, ora in modo ardente ora melanconico, ora umoristico, ossessivo, meditativo. La <strong>musica</strong> opportunamente strutturata potrà svolgere pertanto una duplice funzione:</p>
<p style="text-align: justify;">a) come “<strong>creatrice</strong>” di vita interiore; producendo stati effettivi ed emotivi, provocando impressioni, sensazioni, immagini, reazioni soggettivi ;</p>
<p style="text-align: justify;">b) come “<strong>induttrice</strong> <strong>cinetica</strong>”, promuovendo movimenti ritmico-estetici del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corpo, nella sua mobilità articolatoria, oppure immobile, flessibile, plastico, entrerà in <strong>risonanza</strong> con la musica. Esso si trasforma, sotto lo stimolo musicale, in <strong>coreografie</strong> di movimento, varie, intense, leggere, pesanti, brevi, e continue. Questa <strong>simbiosi musica-espressione corporea<a href="http://www.ceimars.it/ita/wp-content/uploads/2014/03/1056675__sunset-birds_p.jpg"><img class="size-medium wp-image-1461 alignright" alt="1056675__sunset-birds_p" src="http://www.ceimars.it/ita/wp-content/uploads/2014/03/1056675__sunset-birds_p-300x201.jpg" width="283" height="193" /></a> è un modo di essere naturale</strong> che, a sua volta, produce emozioni e stati d&#8217;animo. La musica invece come induttrice cinetica, arricchisce il vocabolario gestuale, l&#8217;espressività corporea, permettendo così di scoprire le risonanze semantiche del corpo umano, in cui ci si ascolta e ci si ritrova per conoscersi meglio; aumenta la fiducia in se stessi. Si rivaluta il quotidiano, attraverso un ritmo che sia il nostro; si impara a <strong>comunicare in modo efficace;</strong> si scoprono modalità più creative di gestire le nostre emozioni, per uno sviluppo personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> lavoro musicoterapeutico sul corpo</strong> è un<strong> lavoro sulle emozioni</strong>, sul modo di essere al mondo, di relazionarsi con sé e con gli altri, in un percorso dove la narrazione di sé è la cornice di tutto questo. L&#8217;<strong>improvvisazione</strong> parte dall&#8217;ascolto di sé, dalle proprie sensazioni ed emozioni e dall&#8217;<strong>ascolto</strong> dell&#8217;altro e del suo mondo interno, che si manifesta attraverso il suo corpo tramite la comunicazione non verbale e i suoni che produce con il proprio strumento. L&#8217;esperienza prediligerà la <strong>relazione</strong>, la <strong>comunicazione</strong> e il <strong>contatto</strong> con se stessi e gli altri. La percezione profonda di sé dell&#8217;altro nell&#8217;ambito della relazione musicale. L&#8217;improvvisazione è la modalità più  efficace e trasformativa, sia nella terapia che nel nostro vivere quotidiano; modalità di espressione per andare oltre la sola esecuzione musicale, verso una espressione  libera, spontanea, intuitiva, capace di manifestare con i suoni, i moti della nostra anima  e il nostro rapporto con lo strumento.</p>
<h6 style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #999999;">Fonte foto: dal Web</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Qualità base del rieducatore del linguaggio verbale: avere una voce musicale!</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 13:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>umberto castiglione minischetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[dizione]]></category>
		<category><![CDATA[musicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[prosodia]]></category>
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		<category><![CDATA[stimolo vocale]]></category>
		<category><![CDATA[terapia voce]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Per essere buoni riabilitatori del linguaggio verbale è indispensabile darsi una voce musicale, avere una buona dizione, essere un autentico stimolo vocale per i soggetti problematici; significa possedere una “buona” lingua parlata, darle un&#8217;efficace dizione, renderla pregnante di musicalità. L’espressione parlata, se riempita di musicalità, diventa un potente strumento terapeutico. La lingua parlata di un [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita/?p=1184">Qualità base del rieducatore del linguaggio verbale: avere una voce musicale!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.ceimars.it/ita"></a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><span style="color: #000000;">P</span></span>er essere buoni <strong>riabilitatori</strong> del linguaggio verbale è indispensabile darsi una <strong>voce musicale</strong>, avere una buona <strong>dizione</strong>, essere un autentico <strong>stimolo vocale</strong> per i soggetti problematici; significa possedere una “buona” lingua parlata, darle un&#8217;efficace dizione, renderla pregnante di musicalità. L’espressione parlata, se riempita di musicalità, diventa un potente strumento terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;">La lingua parlata di un operatore pienamente disponibile e pienamente comunicativo verso il soggetto è, infatti, un insieme strutturale poliedrico, in cui si realizzano aggiunte e sovrapposizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>prosodia</strong> entra così prepotentemente nella sonorità della parola da far sì che diventi fortemente <strong>espressiva e comunicativa</strong>.<br />
I fattori musicali interni al flusso sonoro della parola a finalità terapeutica diventano il ritmo, l’intonazione, la buona e gradevole articolazione, la vivacità e il colore, l’affettività in dimensione sonora, la pausa significativa; in definitiva, i tratti prosodici soprasegmentali diventano flusso affettivo, emotivo, razionale, intenzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> In termini riabilitativi, come potrà l’operatore darsi una viva voce in grado di produrre effetti acustici e musicali? Dando massima duttilità al suo apparato respiratorio e vocale, creando una sintesi naturale fra respirazione, ritmo cardiaco, movimento sincrono, corpo e voce.</strong><br />
È possibile crearsi un modello di comportamento vocale fortemente espressivo e quindi musicale, a finalità terapeutica? Certamente! Rifacendoci alla nostra esperienza di vissuto uditivo e verbale, a ciò che fin dall’infanzia ci ha “vocalmente” sorpresi e formati, a quel linguaggio fatto di coesistenza corpo e voce,  di gutturalità, di timbricità, di cinguettio vocale, di suoni e intonazioni caldi che si sono impressi nella nostra mente perché espressione di sentimenti realizzati attraverso i parametri musicali insiti nella parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta, cioè di tutta la vocalità e corporeità che sprigioniamo dal comportamento umano mentre ci inviamo messaggi. Solo così i suoni verbali, resi musica, assumono il sapore di tutte le forme di linguaggio, metalinguaggio e cosmicità.<br />
Possiamo avallare il principio per cui la buona dizione equivale a una buona musicalità vocale. Questo è sicuramente un pre-requisito per chiunque voglia usare la parola a scopo terapeutico.<br />
<strong>Usare la prosodia del linguaggio come riabilitazione</strong> significa far emergere ciò che di più intimo è in noi e nel bambino, impossessarsi anche dei più impercettibili impulsi psichici, esternare, grazie al movimento corporeo e alla sonorità verbale resa musicalità, gli impulsi che oscillano tra la sfera del sogno e quella della realtà, portare il bambino nel mondo della fantasia creatrice; significa costruirsi il proprio linguaggio pieno di suoni e di espressività corporeo-vocale, così come un grande poeta crea un suo proprio linguaggio di parole e di sonorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi vuole usare la voce come strumento terapeutico dovrà <strong>riscoprire ogni giorno la propria voce</strong>, ricominciare tutto da capo, imparare a respirare, a pronunziare e a utilizzare il corpo con i suoi preziosissimi risuonatori. Nella vita ci sono molteplici forme di dizione musicale, proprio perché vi è un ampio repertorio di codici stilistici, intesi come arricchimento di effetti sonori e come avvio all’uso della totalità dei mezzi espressivi vocali di cui possiamo disporre.<br />
L’educatore dovrà, tuttavia, trovare il punto d’incontro fra sé e il bambino, inserendosi in questa dimensione espressiva, corporale-vocale.<br />
La lingua parlata possiede un punto focale come musicalità: il <strong>ritmo</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ceimars.it/ita/wp-content/uploads/2014/01/metronomo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1207" alt="metronomo" src="http://www.ceimars.it/ita/wp-content/uploads/2014/01/metronomo-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ritmo vuol dire, armonia fra accenti logici morfosintattici, gerarchia, struttura. Ritmo, quindi non è sinonimo di monotonia o prosodia informe ma pulsazione, variazione, cambiamenti repentini, enfasi. Stabiliti gli obbligatori accenti logici e morfosintattici, si tratta di fornire al flusso verbale un ritmo che si sintonizzi con questi accenti.<br />
<strong>Accento logico e prosodico (o musicale)</strong> di una frase si armonizzano fra loro; ciò che emerge rappresenta il punto culminante di un flusso ritmico generato da un’unica “ondata” melodica e respiratoria.<br />
Manipolare foneticamente e ritmicamente la musicalità verbale della frase: ecco il <strong>segreto di un parlare efficace</strong> e di un ottimo uso del linguaggio verbale a finalità terapeutica. La frase diviene, allora, un’unità integrale, emozionale e logica. Questa unità logico-emozionale del linguaggio parlato è come un vortice musicale che si concentra su un epicentro costituito da diversi accenti.<br />
In questa visione, <strong>le vocali si qualificano come l’anima delle parole</strong>. Le vocali non sono per definizione la massima espressione di musicalità? Allungarle leggermente, enfatizzarle, abbreviarle, manipolarle acusticamente e musicalmente, “condirle” con le consonanti, proprio qui sta la capacità professionale e artistica per un uso del linguaggio orale in funzione terapeutica e per una dizione altamente comunicativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>www.musicaemusicoterapia.it</strong></span></p>
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